La contabilità e il controllo amministrativo sono sostenibili per la tua PMI? Come valutarne costi e impatti

Come valutare costi, impatti e sostenibilità di contabilità e controllo amministrativo: ruoli, riconciliazioni, fatturazione elettronica e conservazione.

Valutare costi, impatti e sostenibilità della contabilità e del controllo amministrativo significa guardare al percorso completo che porta dai documenti disponibili a una situazione contabile infrannuale utilizzabile. Il canone di una piattaforma, il costo di una risorsa interna o il compenso per il supporto esterno sono solo una parte della decisione: incidono anche la raccolta delle fatture, i chiarimenti sulle operazioni, le registrazioni, le riconciliazioni e la gestione delle eccezioni.

Per una PMI, la domanda operativa è concreta: l’assetto scelto consente di collegare, con una frequenza utile alle decisioni, fatture, estratti conto, partitari e scadenzari? Se la risposta dipende ogni volta da recuperi urgenti e ricostruzioni manuali, il problema da valutare non è soltanto il costo del servizio, ma la capacità del processo di produrre dati leggibili durante l’anno.

In sintesi

  • Il costo effettivo comprende il presidio dei documenti, dei chiarimenti e delle eccezioni, oltre a canoni, compensi e ore di registrazione.
  • Gli impatti vanno letti separatamente: utile, margini, cassa, crediti, debiti e scadenze richiedono documenti e verifiche differenti.
  • Un processo è più sostenibile quando consegna, lavorazione, riconciliazione e riesame possono ripetersi con responsabilità e scadenze riconoscibili.
  • Caricamento in cloud, fatturazione elettronica, conservazione digitale e controllo contabile hanno funzioni diverse: la disponibilità di un file non sostituisce la lettura periodica dei dati.
  • Gli intermediari possono trasmettere fatture elettroniche al Sistema di Interscambio, ma l’articolo 1 del D.Lgs. 127/2015 mantiene le responsabilità del soggetto che effettua la cessione o la prestazione.

Costi, impatti e sostenibilità: cosa confrontare nella decisione

Costi. Il costo da confrontare è il lavoro necessario per ottenere una situazione aggiornata, non soltanto il prezzo dichiarato per una singola attività. Vanno quindi rilevati i passaggi che assorbono tempo: ricezione delle fatture e delle note di variazione, recupero degli estratti conto, classificazione dei documenti, richieste di chiarimento, abbinamento di incassi e pagamenti, aggiornamento degli scadenzari e verifica delle partite aperte. Senza dati dell’impresa su volumi, frequenza, conti utilizzati e varietà delle operazioni, non è possibile indicare un costo valido per tutte le aziende.

Impatti. Il controllo amministrativo serve a rendere leggibili dati diversi, senza fonderli in un unico numero. L’utile dipende dalle registrazioni disponibili e dalla loro classificazione; i margini richiedono una lettura coerente di ricavi e costi; la cassa richiede il confronto con gli estratti conto; crediti, debiti e scadenze richiedono l’esame di partitari e scadenzari. Perciò una situazione utile a una decisione dovrebbe indicare il periodo osservato, i documenti ricevuti e le voci ancora da chiarire.

Sostenibilità. Un assetto è sostenibile quando il ciclo può essere ripetuto senza affidarsi soltanto a recuperi occasionali. Non significa eliminare ogni eccezione: una fattura tardiva, un pagamento cumulativo, una nota di variazione o un incasso ancora da abbinare possono richiedere verifiche. Significa però attribuire a ciascuna eccezione un referente, un chiarimento atteso e un momento di riesame. Se questi elementi non sono definiti, anche una contabilità formalmente aggiornata può restare poco utilizzabile per orientare le priorità operative.

Per approfondire la scelta organizzativa, Approfondisci: leggi i criteri di confronto tra cloud e outsourcing amministrativo.

Fatturazione elettronica, conservazione digitale e controllo contabile

Il caricamento in cloud rende i documenti disponibili alle persone autorizzate nel flusso di lavoro. Può facilitare ordine e accessibilità, ma non coincide né con la fatturazione elettronica né con la conservazione digitale, e non sostituisce il controllo contabile.

La fatturazione elettronica riguarda emissione, trasmissione e ricezione delle fatture secondo la disciplina applicabile. L’articolo 1 del D.Lgs. 127/2015 prevede il Sistema di Interscambio, gestito dall’Agenzia delle entrate, per la trasmissione e la ricezione delle fatture elettroniche. Per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi tra soggetti residenti o stabiliti nel territorio dello Stato, lo stesso articolo dispone l’emissione di fatture elettroniche mediante tale sistema e nel formato previsto dalla norma.

Gli operatori economici possono avvalersi di intermediari per la trasmissione delle fatture elettroniche al Sistema di Interscambio, attraverso accordi tra le parti; restano ferme le responsabilità del soggetto che effettua la cessione del bene o la prestazione del servizio. Nella valutazione dell’assetto amministrativo, quindi, l’uso di un intermediario va distinto dalla distribuzione concreta delle attività: chi rende disponibili i documenti, chi chiarisce le informazioni mancanti e chi presidia le eccezioni.

La conservazione è un livello distinto. L’articolo 44 del D.Lgs. 82/2005 stabilisce che, quando la legge prescrive obblighi di conservazione anche a carico di soggetti privati, il sistema di conservazione assicura, per quanto in esso conservato, autenticità, integrità, affidabilità, leggibilità e reperibilità secondo le modalità indicate nelle Linee guida. L’articolo 1 del D.Lgs. 127/2015 disciplina inoltre il soddisfacimento degli obblighi di conservazione richiamati dalla disposizione per fatture elettroniche e documenti informatici trasmessi tramite Sistema di Interscambio e memorizzati dall’Agenzia delle entrate.

Il controllo contabile riguarda invece la lettura organizzata di documenti e registrazioni nel periodo: confronto tra contabilità, estratti conto, partitari e scadenzari, con evidenza dei dati incompleti e delle partite da chiarire. Avere un documento caricato, trasmesso o conservato non rende automaticamente disponibile questa lettura. Per rafforzarla, consulta i documenti utili alla lettura dei dati contabili.

Matrice decisionale tra gestione interna, supporto esterno e modello misto

Gestione interna. È un’alternativa da valutare quando l’impresa dispone di referenti capaci di raccogliere documenti, rispondere ai chiarimenti e presidiare le scadenze. Un segnale favorevole è la continuità con cui fatture, estratti conto e informazioni sulle operazioni arrivano al flusso amministrativo. Il punto da verificare è la concentrazione delle conoscenze in poche persone o l’assenza di sostituzioni. La conseguenza operativa è assegnare responsabilità, date di chiusura del periodo e un riesame delle voci aperte.

Supporto esterno. È da valutare quando l’azienda può fornire documenti ordinati e mantenere un interlocutore per le informazioni mancanti. Il segnale favorevole è la disponibilità periodica di estratti conto, scadenzari, partitari e documenti di supporto. Il rischio organizzativo da verificare è inviare file incompleti senza una modalità definita per chiarimenti e correzioni. Occorre quindi concordare contenuti, frequenza dei flussi e gestione delle eccezioni.

Modello misto. Può essere adatto quando la raccolta o la preparazione resta interna e altre attività sono affidate allo studio di commercialisti. Il segnale favorevole è un confine chiaro tra chi raccoglie i documenti, chi fornisce i chiarimenti, chi svolge le verifiche e chi riesamina la situazione. Il punto critico è che una voce venga lavorata due volte oppure rimanga senza presidio. La conseguenza pratica è definire per ogni passaggio un input atteso, un referente e un esito verificabile.

Un caso tipo: pagamento rilevante e dati non allineati

Un amministratore deve valutare un pagamento rilevante. Il saldo bancario è disponibile, ma alcune fatture ricevute tardi non sono ancora comprese nello scadenzario e alcuni incassi non risultano abbinati alle partite. Prima di decidere, è utile delimitare il periodo, raccogliere i documenti disponibili, confrontare estratti conto e registrazioni, esaminare partitari e scadenzari e rendere visibili le eccezioni.

Se questa sequenza richiede recuperi frequenti, la valutazione del costo e della sostenibilità deve concentrarsi sul punto in cui il flusso si interrompe: consegna dei documenti, classificazione, chiarimenti, riconciliazione o riesame. In presenza di una decisione ravvicinata, di chiusure periodiche ripetutamente tardive o di partite che restano senza chiarimento, è utile chiedere allo studio di commercialisti una valutazione della situazione attuale, indicando l’urgenza, i volumi e i documenti già disponibili.

Ruoli e controlli con il commercialista

Lo studio di commercialisti può organizzare con l’impresa una lettura periodica dei dati disponibili, verificandone completezza e coerenza e svolgendo le riconciliazioni necessarie alla costruzione della situazione contabile infrannuale. L’azienda individua chi rende disponibili fatture, estratti conto, scadenzari e informazioni sulle voci non chiare; lo studio indica quali documenti o chiarimenti servono per completare la lettura. Le eccezioni non risolte restano individuabili e vengono riesaminate nella cadenza concordata.

Per una prima valutazione sono utili l’ultima situazione contabile disponibile, gli estratti conto del periodo, scadenzari clienti e fornitori, partitari, elenco delle voci da chiarire, volumi medi e indicazione del passaggio in cui il flusso si interrompe. Se questi documenti sono frammentati o una decisione non può attendere la chiusura annuale, richiedi una verifica del bilancio aggiornato.

Fonti e riferimenti

Domande e chiarimenti

Spunti utili sul tema

Alcune osservazioni frequenti aiutano a capire quando l'argomento merita una valutazione professionale.

DomandaRiccardo Aimaretti da Scordia
Se una PMI tiene internamente fatture e prima nota, ma affida allo studio le chiusure e gli adempimenti, come si capisce se il modello misto sta davvero riducendo il lavoro oppure sta solo duplicando controlli e passaggi?
RispostaDott. Alessio Ferretti
Il punto è misurare il flusso completo, non solo il costo della consulenza o delle ore interne. Conviene verificare chi raccoglie i documenti, chi riconcilia banca e scadenze, con quale frequenza la situazione contabile è aggiornata e quante correzioni servono prima della chiusura. Se le stesse informazioni vengono inserite o controllate più volte, il modello misto può perdere efficienza. Una valutazione senza impegno può aiutare a distinguere le attività necessarie dalle duplicazioni.

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